Snapshots of Complicity – The Event

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This is a project that was born to try to catch glimpses of genuine and beautiful complicity in everyday life.

What is complicity?

 For me it’s that fine line of a large web that holds humanity. Every time we interact with someone, we weave a web of complicity which can take many forms. In its most positive and sincere form, it can be found represented in an embrace between mother and son, between father and daughter and a chat between an elder and a youth. It is also expressed among friends, in a caress, in a look, a smile, a tear and silence. It lasts just for a moment but has a timeless impact.

 Moments are difficult to grasp, impossible to keep.  We often don’t recognise them, but they happen every day in front of our eyes. The web of complicity is woven unnoticed. In silence. Those moments happen discretely yet I was able to capture some through my camera. With the lens, I like to stop and watch life happening around me. I share this common space with people whom, like me, are in transit: coming and going to an unknown future. There are those who dream and those who make plans, there are those who live for the present, others in the future. I was there to share those moments with people like me, but also with people who have lived through wars and natural disasters.

These people had to start again to give a new meaning to life.  I was there to try to help them and give them back hope and a smile. As the time went by, I started realising that, through my lens, they were actually the ones who were giving hope, a smile and glimpses of intimacy. 

I realised this only when I returned home and went through my pictures and notes. It was then that I started seeing these magical moments of intimacy: delicate and fragile. These shots revealed so much said yet unspoken. 

The photos I selected for this project are shots of everyday life, ranging in time between continents and in the most complex settings. Of people I met on my way, with whom I have shared and I continue to share important moments. Every shot tells a story, a life lesson, moments of sharing traditions, moments of pain, hopes and dreams for the future.


È un progetto che nasce con il tentativo di catturare scorci di sana e bella complicità nella vita di ogni giorno.

Cos’é la complicità?

Per me è quel filo sottile di una grande matassa che tiene insieme l’umanità. Ogni qualvolta interagiamo con una persona, tessiamo una tela di complicità che può assumere svariate forme. Nella sua forma più positiva e sana, la si può trovare rappresentata in un abbraccio tra madre e figlio, tra padre e figlia e nella chiacchierata di un anziano con un giovane. Essa si esprime anche tra amici, in una carezza, in uno sguardo, in un sorriso, in una lacrima e in un silenzio. Dura poco, solo brevi e fugaci istanti ma ha un effetto prolungato.

Proprio perché sono istanti sono difficili da cogliere e catturare. Avvengono ogni giorno sotto il nostro sguardo ma non sempre ce ne rendiamo conto. La trama della complicità s’intreccia in modo inosservato. In silenzio. Lontana da sguardi indiscreti ma non sfugge al mio di sguardo. Con la camera, mi piace fermarmi a osservare la gente che mi passa accanto, con cui condivido uno spazio comune e che, come me, viene da e aspetta di andare chissà dove. C’è chi sogna e chi fa piani, c’è chi vive il presente e chi nel futuro. Gente come me, spesso più sfortunata di me che ha vissuto guerre e catastrofi naturali, che si è dovuta risollevare e ricominciare ed io ero li a condividere quei momenti, per ridare insieme un senso alla vita, regalare loro un sorriso e una speranza. Con il passare delle occasioni, più li osservavo e più non mi rendevo conto che erano loro, circondati dal mondo rasato a zero, a donarmi, guardando attraverso il mio obiettivo, spunti e istantanee di complicità. Non me lo dicevano, me ne sono reso conto in seguito, quando rientrato a casa rileggevo i miei appunti e guardavo le foto. Era ed è sempre in quel momento che intravedevo qualcosa di magico ed è come se quegli istanti e quegli scatti mi raccontassero qualcosa di inconfessato, svelandomi scorci di intimità.

Le foto che ho scelto per questo progetto sono scatti di vita quotidiana che spaziano nel tempo, tra continenti e nei contesti più complessi. Rappresentano persone che ho incontrato sul mio cammino, con le quali ho condiviso e continuo a condividere momenti importanti. Ogni scatto racconta una storia, una lezione di vita, la condivisione di tradizioni, di momenti di dolore, di speranze per il futuro e di sogni.

Mali, 2014

Father and child: making sense of the world. For me this photo is about the oral tradition particular in West Africa. There is clearly a lesson being taught here. Possibly a religious/ moral message- given the covered heads and the prayer beads. Perhaps the father doesn’t read or write and his only tool for passing down his wisdom to his son is through the oral tradition, the art of storytelling or lesson teaching. This is what comes to mind for me.

Padre e figlio: dare un senso al mondo. Per me questa foto ricorda la tradizione verbale diffusa soprattutto nell’Africa Occidentale. C’e chiaramente una lezione che sta per essere impartita, possibilmente religiosa o morale dato che entrambi hanno il capo coperto. Forse il padre non sa leggere e scrivere e il solo mezzo per  trasmettere al figlio il proprio sapere è tramite l’arte del racconto e della lezione. Questo è quello che l’immagine evoca per me.

– Tanya Walmsley, England –


Looking at the photo, it tells a big story. With the mats set outside, it seems the old man is a person whose wise counsel is sought from time to time and is probably advising the young boy.

Questa foto racconta una grande storia. Con i tappeti stesi all’aperto, sembra che l’anziano sia una persona il cui saggio consiglio sia richiesto di tanto in tanto, e qui pare stia dando consigli al giovane ragazzo.

– Sammy Kiluka –

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Indonesia, 2014

Rivers have always played an important role on human lives. They dictate the life of the people who live on their banks by giving but also by taking away. In Jakarta, every year during the raining season, the flooding Ciliwung river threatens the marginalized communities who live along its shore. In this picture the little girl and her grandfather were forced to leave their house that was flooded for a few weeks.


I fiumi hanno sempre giocato un ruolo importante nella vita delle persone. Decidono il modo di vita delle popolazioni che vivono lungo le loro sponde, danno ma allo stesso tempo tolgono. In Jakarta, ogni anno durante la stagione delle piogge, il fiume Ciliwung in piena diventa pericoloso per le molte famiglie che vivono sulle sue sponde. In questo foto, nonno e nipotina hanno dovuto lasciare per settimane la loro casa inondata dalla piena del fiume.

– Giorgio Faedo, Italy –

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Mozambico, 2012

Sometimes a simple touch says more than a thousand words, transporting its recipients into a world that exists only for them.  Swept away within the haunting beauty of the island, my friends magically expressed and disappeared into this place that time forgot.


Spesso un semplice gesto vale più di mille parole trasportando i destinatari in un mondo che esiste solo per loro. Presi all’interno della travolgente bellezza dell’isola, i miei amici magicamente si esprimono e spariscono in un posto quasi dimenticato dal tempo.

– Wesley & Adriana Galt –

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Bali, Indonesia, 2012

“The children on the beach in Amed, so happy and carefree, with the typical Indonesian batik fabrics protecting them from the sun, remind me of the joy and warmth with which you are met everywhere on this island.”


“I bambini sulla spiaggia di Amed, cosi felici e liberi nei loro tipici tessuti batik usati per proteggersi dal sole, mi ricordano la gioia e il calore con cui si è accolti ovunque nell’isola.”

– Anna Karin Jatford, Sweden –

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Burundi, 2005

“The strength of the bond between mother and child is insurmountable. In Burundi, mothers fight a daily battle to protect their children from disease and malnutrition, and to invest what little they have into their children’s future. For years the international community has invested in shelters, water, food, healthcare and education for many Burundian forced to leave their houses because of a vicious civil war. These resources and services are greatly needed, but it is the love and care from within the household that have the greatest impact on a child’s well-being.”


“La forza del legame tra madre e figlio è insuperabile. In Burundi, le madri quotidianamente combattono per proteggere i propri figli da malattie e malnutrizione investendo il poco che hanno per il loro futuro . Per anni la comunità internazionale si e’ adoperata nella ricostruzione di case, scuole, ospedali, acquedotti, e nel fornire cibo, assistenza medica e educazione per molti abitanti di questo paese costretti a lasciare le loro case e villaggi a causa di una feroce Guerra civile. Queste risorse sono indispensabili ma è l’amore e l’attenzione all’interno delle case ad avere un grande impatto sulla vita dei bambini.”

– Curtis Stefaniuk, Canada –

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Bali, 2012

“The intimate hug of this mother and his son who are playing in the calm waters of the ocean brings me peace and serenity. It looks like the whole world has stopped to observe them for an instant. But, it also make me sad and anxious thinking at the many lives lost in the sea.”


“L’abbraccio intimo di questa madre con il suo bambino che giocano nell’acqua dell’oceano mi trasmette serenità e pace, sembra che il mondo si sia fermato ad osservarli per un istante. Allo stesso tempo questa immagine provoca in me ansia e dolore per le tante vite trascinate via dall’oceano.”

– Giorgio Faedo, Italy –

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Bhutan, 2012

“Isn’t a privilege to share a place that time has forgotten with a handful of locals? Indeed it is magical to be in a land nested within the Himalayan mountains, climbing mountains and tiptoeing into secret monasteries at dawn, driving through magic valleys, laughing with locals, eating with them at local restaurants and observing their secret lives. Un unforgettable spiritual journey.”


“Non è un privilegio condividere un luogo dimenticato dal tempo con un piccolo gruppo di abitanti? Si lo è. Magico e’ atterrare in un luogo che ha fatto il suo nido tra l’ Himalaya, scalare montagne per entrare in punta di piedi in segreti monasteri all’alba, guidare tra valli magiche, ridere con gli abitanti del luogo, mangiare con loro nei ristoranti locali e osservare la loro vita segreta. Un viaggio spirituale indimenticabile.”

– Giorgio Faedo, Italy –

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Bhutan, 2012

“Traveling in Bhutan it is like walking on a rope suspended among the clouds. Getting surprised at every corner and being the witness of real life and of something real happening, it is magical. I contemplated the life of secret monasteries from a corner not to disturb the magic of the place, to hear the laughing of the young monks, their talks and to capture something of unknown.”


“Viaggiare in Bhutan e’ come camminare su una corda sospesa tra le nuvole. Sorprendersi ad ogni angolo ed essere testimoni di una vita reale, di qualcosa che davvero succede ed e’ magico. Ho contemplato la vita dei monasteri segreti da un angolo per non disturbare la magia del luogo, per ascoltare le risate dei giovani monaci, le loro chiacchiere, e catturare con la mia macchina fotografica qualcosa di sconosciuto.”

– Giorgio Faedo, Italy –

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Birmania, 2008

“In 2008 I traveled to Myanmar to help the victims of the Cyclone Nargis. On that May 2008, the cyclone blew away homes, it killed livestock, sank fishing fleets and damaged acres of rice paddies with seawater. I traveled by boat for many days down the Delta. All around us a devastated landscape, the victims were left with nothing but their simple hospitality and their warm-hearted smile. This picture reminds me of the strength of relationships among human beings, the anchor that saves us in all situations.”


Nel 2008 viaggiai in Birmania per aiutare le vittime dell’Uragano Nargis. Nel Maggio di quell’anno, l’Uragano spazzò via case, uccise animali, portò via reti da pesca e l’acqua salina distrusse campi di riso. Viaggiai per giorni lungo il Delta con piccole piroghe. Attorno a noi un paesaggio devastato. I sopravvissuti avevano perso tutto ma non la loro ospitalità e il loro dolce sorriso. Questa foto mi ricorda la forza di una relazione umana, ancora di salvezza in tutte le situazioni.”

– Giorgio Faedo, Italy –

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